Supporto ai Processo di Trasferimento dell' Innovazione

Fin dalla nascita SCIENTER si è proposto come soggetto di raccordo tra soggetti di diversa natura istituzionale e organizzativa al fine di promuovere e supportare i processi di innovazione nel settore dell’educazione e della formazione.

Tre sono i poli dell’attività di supporto ai processi di innovazione:

  • Favorire l’utilizzo e la valorizzazione dei risultati delle attività di Ricerca, al fine di sviluppare le pratiche innovative e l’orientamento delle politiche in materia di educazione, formazione e lavoro;
  • Aggiornare l’agenda della ricerca applicata grazie all’attività di Ricognizione ed analisi “buone pratiche” e l’attività relativa alle Politiche pubbliche. 
  • Valutare l’impatto delle politiche e dei programmi della Pubblica Amministrazione sulle pratiche diffuse nei sistemi educativi e formativi 

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L’attività di promozione e supporto ai processi di innovazione proposto da SCIENTER presenta una duplice dimensione:

  • Una dimensione analitica che permetta la ricognizione e l’analisi di esperienze o buone pratiche diffuse nei diversi contesti regionali, 
  • Una dimensione di supporto all’elaborazione, all’implementazione e alla valutazione delle politiche pubbliche di elaborazione di nuove azioni e di progettazione congiunta di nuovi metodi e strumenti di intervento.

L’adozione di tale logica implica l’attivazione di un sistema di comunicazione dinamica e orizzontale e di un forte sistema di animazione della rete.

In termini di impatto sui sistemi educativi e formativi l’approccio proposto da SCIENTER presenta molteplici elementi di innovazione:

  1. Miglioramento della qualità della collaborazione interregionale e transnazionale in sé, tramite il superamento della prassi delle collaborazioni occasionali tra soggetti e l’adozione di una pratica basata sul principio della sistematicità della cooperazione e sul principio di integrazione di attori e soggetti che, pur avendo analoghi interessi in materia di politiche educative, formative e del lavoro, esprimono culture diverse (nazionali, istituzionali, associative, ecc.).
  2. Adozione di pratiche innovative da parte delle Amministrazioni regionali e nazionali in materia di politiche educative, formative e del lavoro, non solo attraverso ad una pratica di scambio di idee e di “buone pratiche”, ma soprattutto attraverso la progettazione e lo sviluppo congiunto di metodologie e strumenti di intervento, in una logica di “collaborative learning”.
  3. Costruzione di una cultura e di un quadro concettuale di riferimento comune non solo ai soggetti istituzionali, ma anche ad altri attori socioeconomici toccati dalle problematiche delle tecnologie educative, del Lifelong Learning e del mercato del lavoro e dell’occupazione, che si configuri come futura base anche per lo sviluppo di azioni congiunte.